A cura di
Dott. Ivan Francesco Luppino – psicologo e psicoterapeuta.
Quando parliamo di tecnologie, come per altri temi, ci piace pensare prima ai bambini, alle bambine e agli adolescenti, ai loro bisogni e alle loro specificità, piuttosto che alle norme e alle buone prassi. Ci piace pensare alle differenze dei contesti nei quali sono inseriti e alle risorse e possibilità, ma anche alle fatiche, delle persone che se ne prendono cura.
Sarebbe riduttivo limitarsi a regole, prassi o addirittura numeri. Già, perché a volte ci capita di ricevere domande come: “A che età possiamo dargli lo smartphone?”; “Quante ore può guardare i cartoni?” o ancora “Se non guarda il telefono non mangia, come facciamo?”.
Dietro ognuna di queste domande ci sono storie, vissuti, emozioni e a volte anche difficoltà, alle quali è difficile dare una risposta univoca ed esaustiva.
Per questo motivo, nella nostra Idea in Circolo sulle tecnologie, abbiamo pensato di portare un punto di vista alternativo. Non vogliamo demonizzare i Device, che ormai fanno parte delle nostre vite, ancor più di quelle dei più piccoli e piccole, ma accoglierli, stimolando un pensiero su un loro uso consapevole.
Per farlo, vi parliamo di due concetti: “bisogni evolutivi” e “costo-opportunità”.
É ormai noto, infatti, come i primi anni di vita siano fondamentali per lo sviluppo di competenze cognitive, sociali ed emotive che influenzano la vita di ognuno di noi.
Definiamo bisogni evolutivi quelle necessità psicologiche e fisiche che facilitano e permettono uno sviluppo sano in questa fase di vita. Per quanto riguarda i bambini, almeno fino alla fine della scuola primaria, consistono in tutte quelle esperienze che permettono di sperimentare l’esplorazione e la scoperta, l’apprendimento delle regole del gioco sociale, la cooperazione e la creatività, oltre che di acquisire o potenziare abilità cognitive (es. linguaggio e scrittura, memoria e attenzione). Quanto più tempo bambini e bambine investono in queste attività in maniera efficace, tanto migliori saranno le loro competenze e capacità.
Basti pensare infatti che secondo le neuroscienze, il 90% dello sviluppo cerebrale avviene entro i primi cinque anni di vita, e in questo periodo il cervello stabilisce centinaia di sinapsi al secondo, formando le basi per altre competenze essenziali come creatività, costanza e capacità di risoluzione dei problemi.
Le ricerche ci dicono inoltre che una precoce ed eccessiva esposizione agli schermi (tv, tablet, smartphone, pc), può causare un ritardo nello sviluppo del linguaggio e peggiorare le capacità di attenzione e memoria di bambini e bambine. Questo risulta inoltre accentuato dall’esposizione a contenuti caratterizzati da suoni e colori particolarmente “stimolanti” o da rapidi cambi di immagine (frame), che tengono i piccoli “agganciati” allo schermo, rinnovando continuamente la loro attenzione, ma di fatto riducendone la capacità e la durata.
Questo spunto ci permette di introdurre il concetto di costo-opportunità. Tale concetto ha un’origine economica e viene utilizzato per indicare l’alternativa migliore a cui rinunciamo ogni volta che facciamo una scelta. Rispetto alle questioni che stiamo affrontando insieme, ci sembra utile suggerirlo ai genitori perché aiuta a tenere a mente che il tempo passato davanti agli smartphone o alle tv è un tempo tendenzialmente “passivo”, che non viene investito in nessuna attività in grado di rispondere a questi bisogni.
Questi due concetti ci permettono di spostare il focus della nostra attenzione sul bambino o la bambina, ricordando che, in quanto adulti educanti, dovremmo cercare di tenere il più possibile a mente il loro benessere, di oggi e di domani.
Alla prossima occasione in cui ci chiederanno lo smartphone per guardare un cartone o un video oppure per giocare a un videogame (fatta eccezione per i social, che andrebbero davvero evitati almeno fino alla tarda adolescenza), non dovremo sentirci in colpa o sbagliati se diremo di sì, ma potremo cercare di capire a quale bisogno risponde la loro richiesta. Potremo inoltre chiederci se abbiamo delle alternative più sane da proporgli, come ad esempio giochi o attività che stimolino la loro manualità o la loro creatività (es. disegnare, colorare, manipolare oggetti come pongo o mattoncini, ecc.), che rinforzino la loro memoria, (es. recitare o cantare filastrocche e canzoni) o ancora che coinvolgano il corpo in movimento (es. giochi di esplorazione, coordinazione o equilibrio). Questo potrebbe inoltre permettere di investire quel tempo nella nostra relazione con loro, favorendo lo sviluppo di abilità sociali ed emotive mediate da una relazione sana con adulti o coetanei.
Alla luce di questi ragionamenti, dalle ultime raccomandazioni sull’uso del digitale in età evolutiva, pubblicate alla fine del 2025 dalla Società Italiana di Pediatria, possiamo infine trarre qualche spunto pratico interessante, da applicare nel nostro quotidiano.
Gli autori del documento propongono “le 7 P che aiutano a crescere” in un mondo sempre più tecnologico. Proviamo qui a riassumerne i concetti chiave:
Posticipare il più possibile l’accesso e l’uso di internet, smartphone, videogame, ecc.
Porre regole chiare sui contesti e sulle modalità di utilizzo (es. evitare smartphone durante i pasti o prima di andare a dormire).
Partecipare all’educazione digitale, educando alla consapevolezza e alla responsabilità online. Per proteggere dai potenziali rischi dobbiamo conoscere gli strumenti, le loro funzionalità e le loro criticità.
Proteggere corpo e mente tutelando lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico.
Prevenire rischi e dipendenze costruendo una comunità educante capace di guidare e proteggere i più giovani.
Preservare la presenza dell’adulto supervisionando, dialogando e dando il buon esempio. Il nostro ruolo è fondamentale e non dobbiamo delegare o ignorare le nostre responsabilità.
Promuovere esperienze reali che rafforzino empatia, regolazione emotiva e competenze sociali.
Ci piace infine pensare ad adulti consapevoli e responsabili, capaci di tenere uno sguardo attento sui bambini e sulle bambine, di osservare in maniera critica, ma costruttiva, il mondo che li circonda, senza farsi spaventare dalle novità. Questo permetterà, con più facilità, di essere “porti sicuri” e buoni modelli per i nostri piccoli e piccole.
Bibliografia:
Haidt J., La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli. Milano: Rizzoli, 2024.
Gallese V., Morigg S., Rivoltella P.C. (a cura di), Oltre la tecnofobia. Il digitale dalle neuroscienze all’educazione. Raffaello Cortina Editore, 2025.
Tisseron S., 3-6-9-12. Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali (a cura di P. C. Rivoltella). Editrice la scuola 2016.
Lavenia G., Genitori digitali. Guida pratica per educare bambini da 0 a 10 anni a un uso consapevole delle nuove tecnologie. De Agostini, 2024.
Lancini M., Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta. Raffaello Cortina Editore, 2023.

