Una ricetta per parlare di Neurodivergenze, sensorialità e alimentazione
Rubrica “Ingredienti per crescere” – n°6
A cura di Dott.ssa Sara Pesaresi – Nutrizionista – e Dott.ssa Federica Bonfante – TNPEE
Terzo appuntamento con le ricette per bambini e adulti, da realizzare insieme e mediante le quali si approfondiscono aspetti relativi alla nutrizione e alla motricità.
In questo articolo, la Terapista della Neuropsicomotricità illustrerà il concetto di sensorialità e delle sue principali forme, con alcuni esempi, in particolare nei quadri di autismo e di ADHD.
La Nutrizionista proporrà una ricetta salata e riporterà alcune informazioni e consigli che possono essere d’aiuto a tavola in caso di ADHD e autismo.
Il punto di vista della TNPEE
Sensorialità nelle neurodivergenze (Spettro dell’Autismo e ADHD)
La letteratura scientifica mostra come l’ipersensibilità sensoriale e quella emotiva siano caratteristiche associate ai disturbi del neurosviluppo, fra cui i disturbi dello spettro autistico e l’ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività).
Sensorialità e spettro autistico
Nel corso degli ultimi decenni, i sintomi sensoriali, che erano prima ritenuti caratteristiche associate e non essenziali, sono divenuti aspetti centrali e caratterizzanti nei quadri dello Spettro dell’Autismo.
Un cambiamento significativo è avvenuto nel 2013 con la pubblicazione DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), dove sono stati introdotti i sintomi sensoriali nei criteri diagnostici dei disturbi dello spettro dell’autismo.
La teoria percettiva-sensoriale dell’autismo si sta via via affermando e rileva come le differenze sensoriali abbiano un impatto trasversale sul comportamento, sull’assetto cognitivo, sul linguaggio, sullo sviluppo sociale e comunicativo delle persone autistiche (Bogdashina, 2004; 2006; 2013).
Un soggetto autistico può essere sovrastimolato a livello sensoriale, quindi avere un’eccessiva attività di elaborazione e immagazzinamento delle informazioni in entrata; il sovraccarico sensoriale disorienta e spaventa, attivando così comportamenti evitanti, sfavorevoli per lo sviluppo delle competenze sociali, comunicative e di apprendimento generale. I comportamenti ripetitivi, come le stereotipie motorie, sono considerati tentativi di abbassare il livello di iperattivazione sensoriale, stimolando il sistema vestibolare.
Sensorialità e ADHD
Nel Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD), la scarsa autoregolazione e la scarsa autoconsapevolezza sono fattori che possono amplificare la sensibilità sensoriale, rendendo i soggetti più reattivi agli stimoli sensoriali che possono sfuggire ai neurotipici.
Questa ipersensorialità è caratterizzata dalla maggiore sensibilità alle stimolazioni che vengono dall’ambiente. Soggetti con ADHD spesso mostrano reazioni negative o intense a stimoli sensoriali che percepiscono come opprimenti o costrittivi. Inoltre questo potrebbe comportare anche l’avere difficoltà a usare le informazioni sensoriali per pianificare e organizzare le proprie attività o la tendenza ad essere facilmente sopraffatti dalle eccessive informazioni presenti nell’ambiente.
Il sovraccarico sensoriale può manifestarsi in vari modi nelle persone con ADHD, influenzando sia il benessere emotivo che quello fisico. Alcuni sintomi emotivi possono essere ansia, irritabilità, scoppi di rabbia, iperattività con desiderio di fuga, difficoltà nel concentrarsi sui compiti quotidiani, difficoltà di gestione della frustrazione. Nei casi più gravi il sovraccarico può interferire nella vita quotidiana, portando a carenze nutrizionali o a numerose assenze a scuola per i più giovani.
Il punto di vista della Nutrizionista
Problematiche alimentari nelle persone neurodivergenti (in particolare autismo e ADHD)
Problematiche alimentari sono spesso presenti nelle persone neurodivergenti. Tra queste si osservano più frequentemente
- episodi di abbuffata/alimentazione impulsiva che, seguendo specifici criteri, possono essere dei veri e propri disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (BED, BN)
- selettività alimentare che, nei casi più estremi, può assumere le caratteristiche dell’ARFID di cui si è parlato in un’idea in circolo precedente https://www.studiocometaivrea.it/stick-di-melanzane/
- iperfocus su delle attività/rigidità su alcune tematiche alimentari (kcal) che portano ad una minore assunzione di cibo (vengono saltati i pasti perché la persona si scorda di farli, la persona inizia a mangiare meno, a focalizzarsi sulla propria alimentazione come meccanismo di coping)
- difficoltà nel riconoscere i segnali di fame, sazietà, di sete (si parla di difficoltà enterocettive)
- difficoltà nelle funzioni esecutive che riguardano il momento del pasto (prima, durante e dopo)
In questo spazio ci focalizzeremo sul momento del pasto.
Per scoprire di più, scarica la ricetta e l’approfondimento in allegato.

